Abstract
Non si può costringere nessuno ad amare, ma non si può ammettere e tollerare che l’amore possa trasformarsi in un incubo dove si annida la violenza. Qualcosa di ambiguo, oscuro, innaturale sta avvelenando le re- lazioni interpersonali, quotidiane; ci sembra che tra le mura domestiche le pratiche del dialogo e dell’accoglienza abbiano sempre meno diritto di cittadinanza. L’amore interpersonale è una realtà tanto comune quanto misteriosa, i legami che gli umani stabiliscono tra loro sono spesso validi ancoraggi, ma anche deboli fili che spesso si spezzano lasciando dietro di sé fragili esistenze in bilico tra la disperazione e la solitudine, o talvolta il desiderio di riscatto e la voglia di ricominciare.
| Titolo tradotto del contributo | Violence and proximity. The wounds of the victims and the executioners |
|---|---|
| Lingua originale | Italian |
| pagine (da-a) | 125-137 |
| Numero di pagine | 13 |
| Rivista | EGERIA |
| Volume | 2016 |
| Numero di pubblicazione | 8/9 |
| Stato di pubblicazione | Pubblicato - 2016 |
Keywords
- differenza di genere
- distanza
- violenza
Fingerprint
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