"Vendetta di Dio non teme suppe" (Pg. XXXIII,36). Ancora su Dante, Filippo il Bello e Clemente V

Risultato della ricerca: Contributo in rivistaArticolo in rivistapeer review

Abstract

[Ita:]Giunto nell’Eden, Dante, dopo aver sintetizzato in una serie di visioni le fasi principali della storia della Chiesa romana fino al recente trasferimento in Francia, preannuncia una misteriosa vendetta divina: «chi n'ha colpa, creda / che vendetta di Dio non teme suppe» (Pg. XXXIII, 35-36). Il significato del termine “suppe” è storiograficamente controverso. Per comprenderlo, l’articolo ricorda innanzi tutto la consuetudine medievale di sacralizzare impegni di reciproca fedeltà attraverso un giuramento, ritenuto tanto più vincolante se espresso durante una liturgia eucaristica. Le “suppe” sono fette di pane intinte nel vino consacrato. Nell’evocarle, Dante non può che riferirsi al patto segreto tra Filippo il Bello e Bertrand de Got, grazie al quale l’arcivescovo di Bordeaux poté diventare papa Clemente V. L’allusione ripropone le questioni della storicità dell’episodio, finora noto solo grazie al racconto di Giovanni Villani, e più in generale dei rapporti tra Dante e Villani
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] "God's vengeance does not fear suppe" (Pg. XXXIII, 36). Still on Dante, Filippo il Bello and Clement V
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)231-243
Numero di pagine13
RivistaLE FORME E LA STORIA
Volume14
Stato di pubblicazionePubblicato - 2021

Keywords

  • Clement V
  • Clemente V
  • Dante
  • Filippo il Bello
  • Philip the Fair
  • Purgatorio XXXIII

Fingerprint

Entra nei temi di ricerca di '"Vendetta di Dio non teme suppe" (Pg. XXXIII,36). Ancora su Dante, Filippo il Bello e Clemente V'. Insieme formano una fingerprint unica.

Cita questo