Abstract
[Ita:]In questo articolo intendiamo discutere la crescente influenza dell’intelligenza artificiale (IA) nei campi dell’arte. Il fenomeno, già da tempo familiare nel settore delle arti visive, sta oggi acquistando rilevanza anche in quello della musica. L’impatto dell’IA sulla musica, in particolare sui sottogeneri più avanguardisti e sperimentali, sta generando dibattiti che spaziano dai copyright, all’autenticità e, soprattutto, alla creatività. Il caso specifico discusso in questa ricerca è l’album Diotimadella band newyorkese Krallice, uscito nel 2011, e la sua "controparte" generata da Dadabots, un collettivo che sperimenta con le IA, Coditany of Timeness, creata utilizzando una rete neurale addestrata su Diotima. Pubblicato al NeurIPS 2017, Coditany of Timeness esemplifica come l’IA possa reinterpretare stili musicali, permettendo di avviare una riflessione sulla creatività "macchinica". Entrambi gli album sono stati sottoposti ad analisi per quanto riguarda la struttura delle canzoni, la melodia e il linguaggio armonico. La dimensione creativa retrostante il progetto è stata approfondita attraverso un’analisi testuale di articoli e interviste online, per un totale di 37 documenti. Questo insieme di risultati sono poi stati discussi con i membri dei Krallice attraverso un’intervista semi strutturata. L’intento è quello di esplorare il modo in cui l’IA interagisce con il processo creativo umano, ponendo domande su come la macchina interpreti questi processi, e su come questi risultati siano percepiti dagli artisti stessi.
Lingua originale | English |
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pagine (da-a) | 51-82 |
Numero di pagine | 32 |
Rivista | CONNESSIONI REMOTE |
Volume | 2024 |
DOI | |
Stato di pubblicazione | Pubblicato - 2024 |
Pubblicato esternamente | Sì |
Keywords
- Dispositivi per l'ascolto
- Spazializzazione sonora
- Soundwalk
- Immersività
- Enactive technology
- Listening devices
- Sound spatialisation
- Immersivity
- Tecnologia enattiva