The religious dimension in plural schools: institutional, relational and strategic issues

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Abstract

[Ita:]Il panorama culturale della scuola italiana, come in altri Paesi europei, si è diversificato in modo notevole negli ultimi decenni. Da un lato vi è stato l’ingresso delle seconde generazioni di immigrati, portatrici di patrimoni linguistici e tradizioni religiose diverse, dall’altro è cresciuto il pluralismo culturale (anche nel modo di vivere la religione, in famiglia e individualmente) che rende sempre più difficile ottenere una completa identificazione dei giovani con il messaggio veicolato dalla scuola. Il processo di secolarizzazione ha ridotto l’influenza della Chiesa sul mondo scolastico, ma anche - tra gli studenti di religione cattolica- è calato il livello di aspettative e di impegno riguardo alle scelte di fede, che sono sempre più personali e “private” (cattolicesimo flessibile, o occasionale). La presenza di studenti che espongono simboli o segni della propria professione di fede, o chiedono di comportarsi a scuola in modo diverso dagli altri a ragione dei propri precetti religiosi (tra le file degli immigrati), viene talvolta considerata un’ostentazione , quando non una provocazione. La prima domanda è quindi: quale rapporto può intrattenere, oggi, l’educazione come servizio pubblico con le religioni e i diversi modi di vivere la fede, presenti nella scuola plurale? Le scuole pubbliche sembrano oggi (non diversamente dal passato) luoghi dove la religione tende a neutralizzarsi, anche a causa della opzionalità dell’insegnamento IRC, ma non solo. Lo scenario multietnico e multireligioso suggerisce – soprattutto agli adulti – che per evitare scontri culturali, incidenti o fraintendimenti, sia conveniente nascondere la propria religione, così come ci si aspetta che lo facciano gli altri. E’ lecito chiedersi se in un ambiente “neutro” rispetto alle religioni, i giovani siano più liberi di esprimersi o lo siano di meno. E se ciò non significhi, forse, relegare la religione al ristretto ambito familiare, o della comunità di appartenenza (etnica, confessionale o settaria), negando quindi tutti gli aspetti collettivi e sociali del “sacro” che danno sostanza alle credenze e alle fedi. La questione è aperta, e non interessa solo l’universo dei credenti; riteniamo che sia un compito della scuola quello di insegnare che le religioni esistono, con le loro tradizioni, e che conoscerle e ri-conoscerle è costruttivo per il futuro della comunità umana, quindi diventa una “competenza di base” per gli attuali cittadini della società plurale; i più piccoli hanno la possibilità di cominciare questo apprendistato molto presto, in modo naturale, conversando e dialogando con i propri compagni di classe che hanno retroterra migratorio, molti dei quali seguono i precetti religiosi veicolati dalla famiglia con profondo rispetto e convinzione, e percepiscono con fastidio ogni accenno alla loro “famiglia di fede”, specialmente se proviene da chi non si mostra coerente con la propria fede. Dal punto di vista istituzionale, la presenza della religione nella scuola pubblica è regolata dalle norme sul curricolo e dalle norme concordatarie, per il rispetto sia dei credenti di religione non cattolica sia dei non credenti ; il “cosa” insegnare durante le ore di religione è però oggetto di una continua discussione e revisione, proprio per venire incontro alle nuove esigenze di un contesto plurale, e vi è un profondo rinnovamento nei contenuti e nei metodi che anche i docenti di IRC hanno intrapreso (es. guidare i ragazzi all’introspezione, al ragionamento morale e all’apertura all’Altro). Qualcuno suggerisce di far “apprendere dalle religioni” (learning from religion); altri di “insegnare le basi di una religione” (learning into religion), altri ancora di fornire gli elementi “neutri” comuni a tutte le religioni, tipo la “storia delle religioni” (learning about religion). Educare al messaggio religioso (ed al rispetto per la fede e le persone di f
Lingua originaleEnglish
Titolo della pubblicazione ospiteMIGRANTS AND RELIGION: PATHS, ISSUES, AND LENSES
Pagine655-675
Numero di pagine21
Stato di pubblicazionePubblicato - 2020

Keywords

  • EUROPEAN CITIZENSHIP
  • INTER-RELIGIOUS DIALOGUE
  • KEY-COMPETENCES OF CITIZENSHIP
  • MULTICULTURALISM
  • POST-SECULARISM
  • PUBLIC EDUCATION
  • RELIGIOUS EDUCATION
  • SECOND GENERATION OF IMMIGRANTS
  • SOCIOLOGY OF EDUCATION
  • SOCIOLOGY OF RELIGION

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