«Studiare i classici». Apuleio nei capitoli XX e XXI dei ‘Promessi sposi’

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Abstract

[Ita:]"L’asino d’oro" di Apuleio, al pari di tante altre opere classiche, non riscosse molto favore presso i Romantici, come testimonia nel 1819 la recensione di Pietro Borsieri sul "Conciliatore" alla stampa milanese del volgarizzamento di Firenzuola. Manzoni tuttavia, che nella "Lettera sul Romanticismo" rifiutava l’«imitazione» degli autori greco-latini, ma incoraggiava al contrario gli scrittori al loro «studio», mostra di avere un’opinione differente al riguardo. L’ironia di diverse pagine dei "Promessi sposi" verso la mitologia classica si ritrova infatti anche nel testo apuleiano, ma soprattutto il ricordo di quest’opera è largamente attivo nella macrosequenza del rapimento di Lucia per conto dell’innominato nei capitoli XX e XXI, e in particolare nell’introduzione del personaggio della vecchia che ha l’incarico di custodire la sequestrata. Il presente contributo analizza il rapporto di questa parte dei "Promessi sposi" con la fonte latina (più pertinente rispetto a quella costituita dall’"Ivanhoe" di Scott), non del tutto sconosciuto alla critica, ma finora non pienamente valutato nella sua importanza.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] "Studying the classics". Apuleius in chapters XX and XXI of the 'Promessi sposi'
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)198-224
Numero di pagine27
RivistaGiornale Storico della Letteratura Italiana
Volume138
Stato di pubblicazionePubblicato - 2021

Keywords

  • Alessandro Manzoni
  • Promessi sposi
  • Apuleius
  • The Betrothed
  • Apuleio

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