Abstract

[Ita:]Il contributo analizza il passaggio (Besozzi, 2006) da un modello di socializzazione di carattere trasmissivo e integrazionista, riferito sostanzialmente ad una prospettiva sistemica della società, di cui si assume come autore di riferimento Talcott Parsons (1951,1955), ad un modello comunicativo, che si è sviluppato grazie alla riflessione dell’interazionismo simbolico (Mead, 1966; Blumer, 1969) e della fenomenologia (Schutz, 1979; Berger e Luckman, 1969; Berger, Berger, Kellner, 1973). Nel primo modello la socializzazione si presenta come luogo dell’incontro tra individuo e società, perché rende il primo “adeguato” alla seconda, ossia in grado di rispondere efficacemente alle aspettative di ruolo del sistema: ciò è però possibile soltanto se si presuppone l’esistenza di istanze sociali e culturali condivise che rappresentano il contenuto della socializzazione. La “caduta delle grandi narrazioni” (Lyotard, 1979) ha portato ad un profondo cambiamento dello scenario sociale caratterizzato dalla compresenza di punti di vista anche contraddittori, dunque da ambivalenza e incertezza. Emerge allora l’individuo che non ha più un rapporto di dipendenza rispetto alla struttura sociale, dalla quale riceve attraverso il processo di socializzazione un patrimonio culturale che lo conduce alla costruzione del Self, ma di inter-dipendenza fra individui, gruppi, realtà associative, istituzioni (Giddens, 1999), in cui è l’individuo capace di produzione simbolica che, attraverso le interazioni sociali, costruisce un personale processo di socializzazione (self-socialization) i cui esito è la costruzione di una identità originale. L’avvento dei media digitali ha ovviamente ampliato e complessificato il panorama delle possibilità di interazione dei soggetti: non più solo in presenza, ma anche attraverso la mediazione di apparati, creando così percorsi di costruzione del Self in cui reale e virtuale interagiscono costantemente. Il contributo mette infine a fuoco due aspetti legati al processo di socializzazione e costruzione del Self nell’era digitale: 1. Le possibilità offerte dai media elettronici come luogo di ricerca, sperimentazione, apprendimento, confronto. Un esempio da questo punto di vista può essere rappresentato dalle attività di produzione culturale in rete: esse di fatto possono essere considerate come sperimentazione di identità in azione (Weber, Mitchell, 2008) che, attraverso i feedback degli utilizzatori, attraverso l’attivazione di un’attività riflessiva, aiutano il soggetto nel processo di self-socialization (come non sentire l’eco dell’io allo specchio di Cooley, 1902?). 2. La necessità di considerare che l’interazione mediata dai media elettronici avviene all’interno di un contesto sociale che definisce possibilità e limiti sia dell’esperienza che dell’attribuzione di significato ad essa, e dunque condiziona i processi di socializzazione messi in atto dai soggetti (Buckingham, 2008).
Lingua originaleEnglish
Titolo della pubblicazione ospiteTheorizing sociology in the digital society
Pagine272-282
Numero di pagine11
Stato di pubblicazionePubblicato - 2017

Keywords

  • digital society
  • socialization
  • socializzaione
  • società digitale

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