Socialismo e Welfare nel XIX secolo: Marx e la leglislazione sociale

Cosma Emilio Orsi

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Abstract

[Ita:]Tra i più radicali oppositori di tale politica sociale Karl Marx (1818-1883) occupò un posto di rilievo. Egli espresse un giudizio estremamente negativo sulle Poor Laws (considerate una vestigia del passato feudale) e sullo Speenhamland system (considerato come un meccanismo che permetteva ai proprietari terrieri di mantenere bassi i salari).Al contrario Marx studiò e apprezzò una sequela di leggi che vanno sotto il nome di Factory Acts – interventi legislativi che, a partire dal 1802, cercarono di imporre alcune regole al lavoro industriale in termini di orari, lavoro minorile, condizioni minime di sicurezza4. Il suo giudizio positivo mostra come oltre all’usuale atteggiamento rivoluzionario, è possibile rintracciare negli scritti di Marx una forte attenzione alle istituzioni che determinavano le condizioni di lavoro. Anche se le riforme sociali non avrebbero potuto cambiare in modo sostanziale la dura vita dei lavoratori, né portato ad una redistribuzione adeguata del reddito mirata al loro pieno sostentamento, esse avrebbero posto un freno allo sfruttamento della forza lavoro da parte dei capitalisti.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Socialism and Welfare in the 19th century: Marx and social legislation
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteKarl Marx fra storia, interpretazione e attualità (1818-2018)
Pagine175-190
Numero di pagine16
Volume2019 - IV
Stato di pubblicazionePubblicato - 2019

Serie di pubblicazioni

NomeL'ECONOMIA A PIÙ VOCI

Keywords

  • Karl Marx, Poor Law
  • Speenhamland System, Factory Act

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