Sir John Ramsay AGG and the Pacification of Makran (1911-14)

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Abstract

[Ita:]Fra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, l’India britannica si trova a fronteggiare uno stato di pressoché ininterrotta turbolenza lungo le proprie frontiere. Poiché considerazioni politiche, strategiche ed economiche congiuravano nell'escludere la soluzione della pura e semplice occupazione militare, le autorità locali dovettero dispiegare -– per fronteggiare tale situazione—- un'ampia serie di strumenti, che spaziavano dagli interventi armati su piccola scala a sforzi più ambiziosi, volti a integrare i sistemi di potere locali all'interno dell'architettura di sicurezza dell'impero. Lungo il confine occidentale, il trattato di Jacobabad (1876) aveva formalmente regolato i rapporti con Kalat (un proto-Stato semi-indipendente retto da un khan brahoi della famiglia degli Ahmadzai) ma aveva altresì compromesso i rappresentanti del Raj nel sostenere un sovrano la cui autorità era largamente contestata. La situazione era più intrattabile nel Makran, dove i capi tribali (perlopiù baluci) avevano ripetutamente cercato di affermare la loro indipendenza, forzando i rappresentanti del Raj -– per avere ragione di una guerriglia continuamente risorgente –- a estendere il proprio impegno oltre i limiti ritenuti auspicabili dal governo centrale. L'assunzione da parte di sir John Ramsay dell'incarico di AGG e Chief Commissioner in Baluchistan (1911), sembra portare alla rottura di questo circolo vizioso. Favorito da un miglioramento del contesto regionale di sicurezza, Ramsay cerca, da una parte, di modernizzare l'amministrazione di Kalat contenendo il potere autocratico del khan, dall'altra di normalizzare le relazioni con i sardar del Makran riconoscendo il loro ruolo all'interno del sistema delle dignità imperiali. Questi sforzi raggiungono il loro apice alla vigilia della prima guerra mondiale. Attraverso l'implementazione di una politica "of conciliatory intervention, tempered with lucrative employment and light taxation", egli cerca di ristabilire sia l’autorità del khan, sia la stabilità militare sulla base di una "tradizione federale" (largamente apocrifa) incarnata nella c.d. "Costituzione brahoi". Questa soluzione si dimostra, però, intrinsecamente instabile. Nel 1915, la violenza riesplode in Makran, mentre il Baluch Camel Corps -– simbolo principale della ritrovata armonia politica di Kalat –- rientra ingloriosamente da Bassora, dove avrebbe dovuto sostenere l’azione della sfortunata Indian Expeditionary Force "D" e dove, invece, non era nemmeno riuscito a sbarcare.
Lingua originaleEnglish
Titolo della pubblicazione ospiteInsurgency and Counterinsurgency: Irregular Warfare from 1800 to the Present, XXXVI International Congress of Military History, Amsterdam, 29 August-3 September 2010
Pagine303-309
Numero di pagine7
Stato di pubblicazionePubblicato - 2011
EventoXXXVI CIHM [Commission Internationale d'Histoire Militaire] Congress, "Insurgency and Counterinsurgency: Irregular Warfare from 1800 to the Present", Amsterdam - Amsterdam
Durata: 29 ago 20103 set 2010

Convegno

ConvegnoXXXVI CIHM [Commission Internationale d'Histoire Militaire] Congress, "Insurgency and Counterinsurgency: Irregular Warfare from 1800 to the Present", Amsterdam
CittàAmsterdam
Periodo29/8/103/9/10

Keywords

  • Baluchistan
  • British India (XIX-XX Century)
  • India britannica (XIX-XX secolo)
  • Khanate of Kalat
  • Khanato di Kalat
  • Makran
  • Politica di sicurezza dell'impero indiano
  • Security Policy of Imperial India

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