“Se non è per tutti, si chiama privilegio”. Apprendere a scuola: dalla fatica di alcuni al piacere di ognuno

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Abstract

[Ita:]Affinché possa realmente essere definito tale, un diritto non dovrebbe essere soggetto ad alcuna forma di limitazione, pena la perdita stessa di significato. Applicando tale riflessione in ambito educativo e alle opportunità insite nell’azione formativa, emerge una frattura tra realtà e principi di giustizia, tra agito e dichiarato, tra uguaglianza ed equità: un divario questo che pare essere ancora più marcato, se considerato in relazione a coloro per i quali le possibilità di apprendimento rischiano di essere più facilmente ostacolate. Di chi stiamo parlando? Chi sono, nelle classi di oggi, coloro che vivono con fatica l’esperienza scolastica, fonte di insuccessi, disagi, e, spesso, generatrice di un’immagine distorta o limitante di sé? L’era della complessità che domina gli scenari culturali, sociali e formativi attuali impone una lettura ampia ed articolata, che superi una visione periferica, settoriale e come tale “esclusiva” delle difficoltà sperimentate in aula, a favore di uno sguardo in grado di cogliere ed accogliere le molteplici identità in essa presenti (una, nessuna, centomila).
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] “If it's not for everyone, it's called privilege”. Learning at school: from fatigue of some to everyone's pleasure
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)113-125
Numero di pagine13
RivistaPEDAGOGIA E VITA
Stato di pubblicazionePubblicato - 2020

Keywords

  • apprendere
  • fatica
  • scuola

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