Scansioni del transfert e supposizione del soggetto

Maria Teresa Maiocchi

Risultato della ricerca: Contributo in libroChapter

Abstract

[Ita:]Qual è la durata di una seduta? Quanto dura un’analisi? Sono domande che un analista si sente rivolgere spesso. Non si può rispondere a questi quesiti se non si parte dall’invenzione di Freud: l’inconscio e un tempo per la psicoanalisi. Non è tanto il primo Freud della prima topica, quanto il secondo Freud, quello della pulsione di morte, che si serve dell’arteficio di un fuori-tempo incollocabile se non come intervallo, pensabile cioè solo come compimento di un prima che non ha esistenza se non sospeso al suo dopo, un prima che si produce solo in après coup, nachträglich. Si tratta di uno spostamento della cronologia in favore di una successione logica, tema lacaniano, che in Freud resta inapparente quanto operante. Questa temporalizzazione, propria del soggetto inconscio, si può reperire nel transfert e nel suo legame con la ripetizione, problema questo precocemente individuato nella tecnica analitica. Il soggetto a cui Freud si riferisce è nell’ordine degli effetti di quella operazione temporale che il transfert mette in gioco, nelle scansioni che l’atemporalità richiede (questione tecnica) e che producono una sovversione del soggetto (questione etica), dimensione che sforza il soggetto ad assumere il suo desiderio e che implica un “risultato di civiltà”.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Transference scans and subject supposition
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteIl tempo del transfert
Pagine131-139
Numero di pagine9
Stato di pubblicazionePubblicato - 1989

Keywords

  • tempo
  • transfert

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