Ruolo della risonanza magnetica funzionale (DCE-MRI, DWI-MRI)in pazienti sottoposti a saturation biopsy per persistente sospetto di carcinoma prostatico nonostante un primo set bioptico negativo: risultati preliminari su esperienza monocentrica

Emilio Sacco, Francesco Sasso, Francesco Pierconti, Pierfrancesco Bassi, Anna Lia Valentini, Francesco Pinto, Angelo Totaro, Benedetta Gui, Alessandro Calarco, Gaetano Gulino, Lorenzo Bonomo, Giuseppe Palermo

Risultato della ricerca: Contributo in libroContributo a convegno

Abstract

[Ita:]Obiettivi Obiettivo primario dello studio è verificare se nelle aree ipointense in sequenze T2 pesate alla risonanza magnetica morfologica (MRI), l’imaging perfusionale dinamico (DCE) con il parametro wash-in rate (WR) e quello di diffusione (DWI) mediante il valore di coefficiente di diffusione apparente (ADC) siano in grado di differenziare le formazioni neoplastiche (CaP) da quelle non neoplastiche. Obiettivo secondario è identificare un cut-off per i valori di WR e ADC utile all’identificazione del CaP. Materiali e metodi 20 pazienti con persistente sospetto di neoplasia prostatica (PSA persistentemente alterato), dopo un primo set bioptico negativo, sono stati sottoposti a DCE-MRI e DWI-MRI subito prima della ripetizione di una saturatio biopsy. La MRI è stata eseguita con bobina endorettale associata a phased array pelvic coil. L’esame DWI è stato eseguito a 0-600 b-values. Per la DCE-RMI sono state impiegate sequenze fast SPGR-3D durante la somministrazione di gadolinio. I valori di WR e ADC sono stati calcolati in ogni sospetta area ipointensa alle immagini T2 pesate. Sono stati eseguiti 24 prelievi comprendenti anche la zona di transizione + 2 prelievi aggiuntivi per ogni sede sospetta alla MRI funzionale da un unico urologo (A.T.), previa discussione del caso con il radiologo che aveva eseguito l’esame MRI. Il reference standard è stato l’esame istologico della biopsia eseguito da un unico patologo (F.P). Lo student’s T-test e le receiver operating characteristic curves (ROC) sono state impiegate per l’analisi statistica (p<0,05 è stato considerate significativo). Risultati Sono state rilevate 77 lesioni ipointense sospette nelle immagini T2 dipendenti. I valori di WR sono risultati significativamente differenti (p<0,00001) nelle aree con CaP rispetto a quelle non-CaP che sono sempre risultate di tipo atrofico o flogistico. Per il WR, il cut-off di 4,377 ha mostrato sensibilità, specificità, accuratezza diagnostica, valore predittivo positivo (PPV) nella identificazione di CaP pari a 74,2%, 100%, 89,6% e 100% rispettivamente. Al contrario, i valori di ADC nel PCa non sono risultati significativamente differenti rispetto a quelli osservati nelle lesioni non neoplastiche (p=0,07). Conclusioni Il parametro WR è risultato affidabile nella identificazione del CaP nelle aree ipointense in T2, mentre l’ADC non è sembrato in grado di differenziare le aree flogistiche e atrofiche da quelle neoplastiche.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Role of functional magnetic resonance imaging (DCE-MRI, DWI-MRI) in patients undergoing saturation biopsy for persistent suspicion of prostate cancer despite a first negative biopsy set: preliminary results on monocentric experience
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteLibro abstract dell' 84° congresso SIU, 23 - 26 Ottobre 2011, Roma
Pagine156
Numero di pagine1
Stato di pubblicazionePubblicato - 2011
Evento84° congresso SIU - Roma
Durata: 23 ott 201126 ott 2011

Convegno

Convegno84° congresso SIU
CittàRoma
Periodo23/10/1126/10/11

Keywords

  • RISONANZA MAGNETICA
  • TUMORE PROSTATA

Fingerprint

Entra nei temi di ricerca di 'Ruolo della risonanza magnetica funzionale (DCE-MRI, DWI-MRI)in pazienti sottoposti a saturation biopsy per persistente sospetto di carcinoma prostatico nonostante un primo set bioptico negativo: risultati preliminari su esperienza monocentrica'. Insieme formano una fingerprint unica.

Cita questo