Riflessioni su capacità processuale e capacità di intendere e di volere a partire dalla sentenza n. 5091 del 2020

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Abstract

[Ita:]Traendo spunto dalla sentenza annotata, in cui la Cassazione afferma la necessità per il giudice di disporre perizia qualora vi sia il fumus di una grave malattia dell'imputato tale da poter incidere sulla sua capacità di partecipare coscientemente al processo, la capacità processuale viene esaminata nei suoi rapporti con la capacità di intendere e di volere. L’evoluzione normativa ed ermeneutica delle due categorie, come viene illustrato, si inserisce nel solco di tre fenomeni: il passaggio da un processo penale di stampo inquisitorio all’attuale di stampo accusatorio, “la crisi delle certezze della scienza”, con la conseguente trasformazione del rapporto fra scienza e processo, e il superamento della concezione prettamente nosografica dell’infermità mentale.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Reflections on procedural capacity and ability to understand and want starting from sentence no. 5091 of 2020
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)243-259
Numero di pagine17
RivistaRIVISTA ITALIANA DI MEDICINA LEGALE E DEL DIRITTO IN CAMPO SANITARIO
Stato di pubblicazionePubblicato - 2020

Keywords

  • capacità processuale
  • imputabilità

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