Richard Wagner tra tele e spartito. Se l'opera del compositore tedesco fu fonte d'ispirazione per tanti pittori suoi contemporanei, le sue relazioni personali con gli artisti si snodarono invece tra incomprensioni, scontri e idolatrie

Paolo Bolpagni

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Abstract

[Ita:]Nessun compositore ha avuto, nella storia, un ruolo fondamentale come quello di Wagner nell'orientare l'evoluzione ad ampio raggio della cultura, ben al di là dell'ambito musicale, ma anzi fortemente nelle arti visive, nella letteratura, nella filosofia. In effetti, non esistette una pittura “mozartiana”, o “beethoveniana”, ma ci fu invece, soprattutto tra gli anni ottanta dell'Ottocento e lo scoppio della Grande Guerra, una produzione sterminata di quadri, stampe, incisioni, sculture e illustrazioni ispirate ai personaggi dei drammi di Wagner, oltre che alla sua stessa figura. Viene perciò spontaneo chiedersi che rapporto egli avesse con il mondo dell'arte: se fosse un appassionato cultore, se amasse visitare musei, se frequentasse pittori. Ebbene... no, o, meglio, in misura assai minore di quanto ci si sarebbe potuti legittimamente aspettare. I suoi difficili contatti con Renoir e Böcklin lo testimoniano chiaramente, mentre da parte di altri artisti, come Egusquiza e Makart, vi fu invece una sorta di idolatria nei suoi confronti.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Richard Wagner between canvas and sheet music. If the work of the German composer was a source of inspiration for many of his contemporary painters, his personal relationships with the artists instead unfolded between misunderstandings, clashes and idolatries.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)28-30
Numero di pagine3
RivistaAMADEUS
Stato di pubblicazionePubblicato - 2013

Keywords

  • Wagner
  • artisti
  • pittori
  • relazioni

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