Recenti acquisizioni In tema d’inquinamento ambientale da farmaci

Umberto Moscato, Gualtiero Ricciardi, Andrea Poscia, L Bellante

Risultato della ricerca: Contributo in libroContributo a convegno

Abstract

[Ita:]Obiettivi L’inquinamento da farmaci è un problema ambientale sempre di maggior emergenza. In Europa, gli aspetti di tipo ambientale dei farmaci sono stati affrontati per la prima volta nel 1993, dalla Normativa 93/39/EEC. Tale Normativa introduceva la necessità di segnalare ogni possibile rischio ambientale potenzialmente correlato all’utilizzo dei prodotti medicinali. La letteratura scientifica indica che i farmaci possono essere considerati degli inquinanti ambientali ubiquitari, che contaminano l’ambiente attraverso una miriade di fonti d’inquinamento diffuse. Una volta somministrati, molti farmaci non sono metabolizzati e possono essere escreti come tali con le urine o le feci. I pazienti, nel caso dei farmaci per uso umano o gli animali, per i farmaci veterinari, sono quindi considerati la principale fonte d’inquinamento. L’EMEA ha recentemente proposto alcune linee-guida regolatorie, che sono attualmente in discussione, per valutare il rischio ambientale dei nuovi farmaci prima della registrazione. Metodi Incrociando i volumi di vendita dei farmaci con altri fattori propri delle molecole in questione, tramite la consolidata metodica dei «carichi ambientali teorici», vengono identificati i farmaci «prioritari», successivamente viene poi messo a punto il metodo analitico ottimale per la misurazione di ciascuno di essi, mediante tecniche altamente specifiche e sensibili, come l’HPLC-MS-MS, cercando conferma della loro presenza e misurando le concentrazioni nelle acque, prima nei depuratori urbani, e successivamente nelle acque superficiali riceventi di canali, torrenti, fiumi e laghi. Risultati Le evidenze delle ricerche condotte in paesi europei e quelle statunitensi confermano che l’inquinamento da farmaci è un inquinamento diffuso, di natura antropica, strettamente correlato alla presenza umana. Vi sono farmaci utilizzati in notevoli quantità che non si ritrovano nell’ambiente perché rapidamente degradati (per esempio l’Amoxicillina), ve ne sono altri, usati in minori quantitativi, che si ritrovano in concentrazioni elevate perché sono estremamente persistenti (per esempio, Carbamazepina, Acido clofibrico). Conclusioni Ai fini della tutela della Salute Pubblica si può concludere come vadano sempre più accertati possibili effetti avversi da esposizione cronica [date le concentrazioni rilevate], con fenomeni di allergie e sviluppo di antibiotico-resistenze. Andranno anche verificate le azioni di sinergismo già riportate in letteratura, sulla proliferazione cellulare, di miscele di farmaci usati alle concentrazioni effettivamente rilevate nelle acque di alcune zone d’Italia, su tessuti umani posti in coltura.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Recent acquisitions In terms of environmental pollution from drugs
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteAtti del 45°Congresso Nazionale S.I.T.I
Pagine359-360
Numero di pagine2
Stato di pubblicazionePubblicato - 2012
Evento45°Congresso Nazionale S.I.T.I - Cagliari
Durata: 3 ott 20126 ott 2012

Convegno

Convegno45°Congresso Nazionale S.I.T.I
CittàCagliari
Periodo3/10/126/10/12

Keywords

  • farmaci
  • inquinamento ambientale

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