Project Management. La progettazione educativa individualizzata tra prassi e rappresentazione

Gisella Rossini, Rossana Brambilla Brambilla, Michela Brugali, Alessandra Buzzanca, Simona Faucitano, Sandro Mandrini, Andrea Marchesi, Jole Orsenigo, Massimiliano Potenzoni, Giorgio Prada, Fabio Ramella, Gabriella Vaccaro

Risultato della ricerca: Contributo in libroChapter

Abstract

[Ita:]Questo saggio ci propone una riflessione sulla dimensione progettuale dell’educazione, ponendo i riflettori sul PEI, uno strumento che può essere utilizzato con un passo che agisce in modo seriale e ripetitivo (occuparsi di) e con un passo che decide come prendersi cura delle cose educative (preoccuparsi di). In questa ambiguità si gioca in maniera del tutto particolare – siamo all’interno di servizi diurni e residenziali per le persone disabili, con una spazio­temporalità dilatata e corrispondente a importanti traiettorie di vita delle persone che abitano questi servizi ­ la trazione tra missione e tecnica. E si gioca anche la contorsione creativa tra Mondo della vita e Mondo della formazione (Progetti di vita e Progetti educativi, entrambi individuali), nonché la frizione tra ambienti educativi –Progetti di servizio – e traiettorie individuali – PEI. Il PEI è un discorso “chiuso” – che riconferma quanto si è pensato per quella persona e al contempo l’ambiente educativo dato, o può anche essere un discorso “aperto” – che ricerca quanto si è pensato con quella persona e al contempo destruttura e ristruttura creativamente l’ambiente educativo? Il PEI si può leggere in un continuum che va dall’essere documento all’essere azione quotidiana; scrittura versus pratiche o può anche essere scrittura e pratiche? Una contraddizione ( aut aut ) che si apre al paradosso ( et et ), secondo i dati della ricerca, perché se è vero che la scrittura può indurre la compilazione – il classico taglia e incolla contemporaneo, che ha così ben sostituito la carta carbone di memoria fordista – può anche essere lo strumento che “incornicia” l’azione, sospinge a esplicitare la prospettiva e, soprattutto, apre lo spazio alla trasformazione. Come? Attraverso tre mosse: attivazione intenzionale del dispositivo metodologico, del legame con un progetto politico e della finzionalità del lavoro educativo. La proposta è, in sintesi, di attivare uno “sguardo panoramico, dal promontorio”, ovvero di abitare la progettazione come una pratica di secondo livello.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Project Management. The individualized educational planning between practice and representation
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteEducare e ricercare. Oltre la fine della pedagogia nella cultura contemporanea
EditorP. Marcialis
Pagine120-137
Numero di pagine18
Stato di pubblicazionePubblicato - 2015

Keywords

  • Progettazione Educativa

Fingerprint

Entra nei temi di ricerca di 'Project Management. La progettazione educativa individualizzata tra prassi e rappresentazione'. Insieme formano una fingerprint unica.

Cita questo