Pentimento, perdono e assenza di generosità nelle opere di Kierkegaard

P. Lübcke, Ingrid Marina Basso

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Abstract

[Ita:]Secondo il giudice Guglielmo il modo di vivere estetico è un vivere nella disperazione, mentre la prospettiva esistenziale etica è condizione sia necessaria che sufficiente al superamento della disperazione e al raggiungimento di una vita realmente libera. Scegliendo l’etica, ovvero l’universale, e pentendosi «all’indietro in sé stesso, all’indietro nella sua famiglia, all’indietro nella stirpe degli uomini, finché trova sé stesso in Dio» , l’uomo è in grado di liberare sé stesso dalla disperazione. In tal modo «l’etica ha la stessa qualità della beatitudine eterna dell’uomo» , come si esprime Johannes de Silentio. Ma il giudice Guglielmo è dalla parte del vero? Johannes de Silentio non ne è sicuro. Prima questi introduce un esperimento psicologico in cui il racconto biblico di Abramo è concepito come un ostacolo al principio etico secondo cui Dio si rapporta all’uomo soltanto attraverso i principi etici universali.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Repentance, forgiveness and absence of generosity in Kierkegaard's works
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteKierkegaard contemporaneo. Ripresa, pentimento, perdono
Pagine21-43
Numero di pagine23
Stato di pubblicazionePubblicato - 2007

Keywords

  • pentimento
  • perdono

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