Origine e fortuna di un libro non scritto. Sulla "Polinnia" di Giovan Battista Marino

Marco Maria Corradini*

*Autore corrispondente per questo lavoro

Risultato della ricerca: Contributo in rivistaArticolo in rivistapeer review

Abstract

[Ita:]Tra i progetti annunciati da Marino, ma mai portati a termine, che gli studi recenti sull’autore impongono di considerare con attenzione, figura una raccolta di «inni» o «canzonette» intitolata "Polinnia". L’esame delle testimonianze su di essa, disposte su un arco temporale che va dall’inizio del 1604 ai primi mesi del 1620, un dettagliato elenco di titoli fornito dallo stesso Marino e l’analisi dei sette od otto componimenti oggi esistenti ascrivibili alla "Polinnia" consentono di chiarire che cosa intenda il poeta per ‘inno’, di formulare alcune ipotesi sulle fonti dell’opera (gli inni latini di Marullo, le odi di Bernardo Tasso, ma soprattutto le "Ode" di Guido Casoni, contemporaneo verso il quale il napoletano mostra una disposizione agonistica) e di constatare come altri lirici di poco posteriori, come Girolamo Fontanella, riprendano e sviluppino il disegno mariniano.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Origin and fortune of an unwritten book. On the "Polinnia" by Giovan Battista Marino
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)47-71
Numero di pagine25
RivistaL’ ELLISSE
VolumeXIV
Stato di pubblicazionePubblicato - 2019

Keywords

  • Giovan Battista Marino
  • Polinnia
  • ode

Fingerprint

Entra nei temi di ricerca di 'Origine e fortuna di un libro non scritto. Sulla "Polinnia" di Giovan Battista Marino'. Insieme formano una fingerprint unica.

Cita questo