Abstract

[Ita:]Predicatore, vescovo e padre conciliare, il francescano conventuale Cornelio Musso compie la sua formazione filosofico-teologica e umanistica a Padova, addottorandosi nel 1533. In quegli stessi anni comincia il suo impegno di predicatore in lingua italiana, che proseguirà intensa lungo tutta la sia vita, da numerosi e diversi pulpiti italiani e soprattutto a Roma. Chiamatovi nel 1538 da Paolo III, che poi lo nomina vescovo di Bitonto, e poi ancora al servizio di Pio IV Medici, egli partecipa ai lavori del Concilio di Trento, adoperandosi per promuovere una autentica riforma della Chiesa di Roma e fiducioso nella possibilità della sua riunificazione. Il richiamo alla necessità della conversione personale e interiore, raggiungibile attraverso l’imitazione di Cristo, e premessa indispensabile a una riforma dell’istituzione ecclesiastica, è al centro della sua predicazione, di contenuto morale, più che teologico, e diretta a muovere i sentimenti e la volontà. Fiduciosa nelle risorse della parola eloquente, l’oratoria sacra di Musso si ispira ai grandi modelli della retorica classica e patristica, lasciandosi definitivamente alle spalle modi e forme della predicazione medioevale. Essa inaugura così la storia moderna del genere dell’eloquenza sacra e segna la strada su cui si sarebbero incamminati il suo più celebre successore, Francesco Panigarola, e i rappresentanti della rigogliosa stagione secentesca.
Lingua originaleEnglish
Titolo della pubblicazione ospiteEncyclopedia of Renaissance Philosophy
Pagine1-6
Numero di pagine6
Stato di pubblicazionePubblicato - 2018

Keywords

  • Concilio di Trento
  • Council of Trent
  • Oratoria sacra
  • Oratoria sacra nel secolo XVI
  • Predicazione in lingua volgare
  • Sacred oratory
  • Vulgar preaching

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