Abstract
[Ita:]Negli ultimi anni con l’avanzare degli specialismi e dei professionismi si è assistito allo stravolgimento della relazione di cura, che ha cessato di essere ‘relazione a due’ a causa dell’interferenza di un medium: la macchina. Al contempo si è pure assistito a un’erosione della semantica morale del termine ‘persona’: all’origine concettualizzazione forte, ereditata nei suoi contenuti più pregnanti dalla cultura cristiana. Da qui un’emergenza esistenziale, prima ancora che politica. Il corpo è diventato permeabile ai flussi di informazione, cosicché si è prodotto un depauperamento della cura e la riduzione degli spazi esistenziali e di cittadinanza politica della persona vulnerabile, in quanto segnata dal vulnus della malattia e incapace di avere “cura di sé”. Inoltre, la tecnologizzazione spinta e i processi di iper-medicalizzazione hanno, al contempo, generato un problema pedagogico, perché sono andati smarriti i modelli culturali-artistici propri della tradizione medico-filosofica ippocratica-galenica che nella persona e nella sua tutela benefica trovavano un’ossatura etica, nonché una giustificazione pratica all’aver cura dell’altro, in termini di giustizia, come agire buono.
| Titolo tradotto del contributo | Macroethics of caring. Beyond the drifts of care in the post-modern |
|---|---|
| Lingua originale | Italian |
| Titolo della pubblicazione ospite | Disabilità, relazione e riconoscimento sociale nell'epoca della tecnologia |
| Editore | Università del Litorale |
| Pagine | 159-181 |
| Numero di pagine | 23 |
| ISBN (stampa) | 9788834339282 |
| Stato di pubblicazione | Pubblicato - 2019 |
Keywords
- Cura
- disabilità
- persona