Abstract
[Ita:]In molte aziende, la valutazione delle rimanenze rappresenta un passaggio fondamentale per la determinazione del risultato di esercizio. Questo accade, soprattutto, quando al termine dell’esercizio il ciclo produttivo non è ancora terminato o quando vi sono giacenze di beni invenduti o non ancora utilizzati.
In questi casi, per una corretta determinazione del risultato di esercizio, risulta fondamentale attribuire un valore a tutti quei beni che sono espressione di processi produttivi e commerciali iniziati e non conclusi alla fine del periodo amministrativo.
Se per i beni “non fungibili” o specifici, tale valore è individuabile in modo relativamente lineare (il che non significa più facile, n.d.r.), per tutti i beni non dotati di individualità (cd. “beni fungibili”) il processo valutativo può richiedere alcune scelte di metodo ulteriori.
In ottica prudenziale, la valutazione delle rimanenze è ancorata al relativo costo, sia esso di acquisto o di produzione.
A tale scopo, il Codice Civile e i principi contabili disciplinano in maniera specifica i metodi di valutazione del costo delle rimanenze, lasciando al redattore del bilancio la scelta tra le varie alternative.
Per evitare distorsioni, i valori iscritti in bilancio, determinati in base al criterio del costo, non dovranno in ogni caso superare il valore di presunto realizzo dei beni.
| Titolo tradotto del contributo | The operating inventories |
|---|---|
| Lingua originale | Italian |
| Titolo della pubblicazione ospite | Il bilancio di esercizio |
| Editore | Mc Graw Hill |
| Pagine | 337-363 |
| Numero di pagine | 27 |
| ISBN (stampa) | 978-88-386-5739-9 |
| Stato di pubblicazione | Pubblicato - 2022 |
Keywords
- Bilancio
- rimanenze
- valutazioni
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