Lavorare stanca? Ai caduti sul (non) lavoro.

Maria Teresa Maiocchi

Risultato della ricerca: Contributo in rivistaArticolo in rivistapeer review

Abstract

[Ita:]Chi ha speso la vita nel sostenersi-sostenere sicurezza e agi, con un conseguente riconoscimento sociale più ancora che economico, può sentirsi precipitare in un buio senza fondo quando questa immagine si spezza. Siamo abituati a identificare immaginario con effimero, ma sappiamo bene – con Mc Luhan – che non c’è niente di più erroneo: non è per caso che siamo preda del quarto e ben di più del quinto potere, i media appunto? E tuttavia, non è questo livello a rendere particolare l’impressionante catena di suicidi legata al lavoro imprenditoriale, tale da interrogare profondamente chi opera in una clinica orientata nei “legami sociali”. Non si tratta infatti di trovar senso clinico alla scelta suicidaria... La sua ricorrenza in questo periodo induce riflessioni intorno a punti identificatori che sono di più lunga gittata. Nella luce sinistra di questi mesi, sembra entrar in gioco qualcosa che è stato poco messo a fuoco dalla cultura classica della clinica, che deve qui far valere non una dimensione cosiddetta intrapsichica, ma il suo strutturale radicarsi in una logica di legame
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Working tired? To the fallen on (non) work.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)21-23
Numero di pagine3
RivistaNUOVA SECONDARIA
Volume10
Stato di pubblicazionePubblicato - 2012

Keywords

  • lavoro
  • legame sociale

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