Lavorare con i genitori e attraverso i genitori. Sostenere il bambino che soffre grazie al lavoro sulle competenze genitoriali

Giulia Cavalli

Risultato della ricerca: Contributo in rivistaArticolo in rivistapeer review

Abstract

[Ita:]Alla luce dell’epistemologia attuale, non ha senso proporre un setting standard d’intervento terapeutico per le problematiche di un bambino. Il bambino che soffre appartiene a una famiglia, che soffre anch’essa; ogni bambino e ogni membro della famiglia hanno le proprie specificità personali e contestuali, i propri punti di forza e fragilità. Perché allora la risposta del terapeuta alla sofferenza di un bambino dovrebbe seguire sempre lo stesso modello di lavoro? Come in tutte le situazioni in cui dei genitori chiedono aiuto per i propri figli, la scelta di poter lavorare col bambino e coi genitori o solo con i genitori dipende da molte variabili. Facendo riferimento alla teoria dei sistemi complessi e al concetto di “symmathesy” introdotto da Nora Bateson, che sottolinea l’apprendimento reciproco all’interno di un sistema, e attraverso l’esposizione di un caso clinico, le Autrici illustrano le ragioni della scelta di lavorare solo con i genitori, senza coinvolgere il figlio, in particolare sul riemergere delle competenze genitoriali, che risultano “nascoste” e intrappolate nella sofferenza provata di fronte al malessere del figlio.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Working with parents and through parents. Support the child who suffers thanks to the work on parenting skills
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)9-21
Numero di pagine13
RivistaRICERCA PSICOANALITICA
Stato di pubblicazionePubblicato - 2017

Keywords

  • genitorialità

Fingerprint

Entra nei temi di ricerca di 'Lavorare con i genitori e attraverso i genitori. Sostenere il bambino che soffre grazie al lavoro sulle competenze genitoriali'. Insieme formano una fingerprint unica.

Cita questo