L’AUTONOMIA LINGUISTICA DELLA CORTE DI STRASBURGO

Giulio Ubertis

Risultato della ricerca: Contributo in rivistaArticolo in rivista

Abstract

[Ita:]Ormai 47 Stati sono vincolati alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, di cui la Corte europea dei diritti dell’uomo deve garantire l’osservanza attraverso la sua opera di interpretazione e applicazione dei precetti pattizi. Considerato però che i vocaboli usati nel testo convenzionale non hanno un significato uguale per tutti gli ordinamenti giuridici nazionali, la Corte europea ha fin dall’inizio chiarito che essa ne fornisce una “nozione autonoma”, così da realizzare un uniforme rispetto dei diritti dell’uomo in ambito europeo. Viene quindi esaminata la giurisprudenza della Corte europea con un’analisi dell’interpretazione offerta relativamente a termini di particolare rilevanza per il processo penale come “magistrato”, “infrazione penale”, “accusa”, “testimone” e, più in generale, “legge”.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] THE LANGUAGE AUTONOMY OF THE COURT OF STRASBOURG
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)21-28
Numero di pagine8
RivistaArchivio Penale
Stato di pubblicazionePubblicato - 2012

Keywords

  • Accusato
  • Accused
  • Diritti umani
  • Human rights
  • Infrazione penale
  • Law
  • Legge
  • Magistrato
  • Offence
  • Officer exercising judicial power
  • Privacy
  • Privatezza
  • Procedura penale sovranazionale
  • Supranational criminal procedure
  • Testimone
  • Witness

Fingerprint Entra nei temi di ricerca di 'L’AUTONOMIA LINGUISTICA DELLA CORTE DI STRASBURGO'. Insieme formano una fingerprint unica.

Cita questo