Abstract

[Ita:]I racconti di Silvina Ocampo si compongono nel rifiuto di una realtà unica. L’opera dell’autrice argentina si oppone alle certezze, in un gioco di apparente ostinata affermazione delle regole della convivenza. In un gioco di contrapposizioni e inversioni surrettizie, ad ogni conferma della norma e della normalità corrisponde una maggiore corruzione della realtà e di quelle stesse leggi che sembrano sostenere i mondi narrati. La lingua si propone come un campo di sperimentazione in cui i tic verbali, le metafore d’uso, le più remote accezioni lessicali si trasformano in furie incontrollabili, incontenibili abissi della percezione in cui precipita l’”innocenza” delle figure gerarchicamente deboli: i bambini, le donne, i malati, gli idioti. Le cose, degradate da una funzionalità perduta o negata, compongono scenari di desolazione in cui i soggetti della narrativa ocampiana si muovono con difficoltà. I racconti di Silvina Ocampo sembrano compiere, nel corso delle lunghe decadi della sua produzione, un inesorabile, ostacolato, frammentario e frammentato percorso verso il riconoscimento e il possesso di una soggettività che non precede i testi, ma da essi emana. [Esp:]Los cuentos de Silvina Ocampo se organizan en el rechazo de una realidad única. La obra de la autora argentina se opone a las certezas, en un juego de aparente obstinada afirmación de las reglas de la convivencia. En un juego de contraposiciones e inversiones subrepticias, a cada confirmación de la norma y de la normalidad le correponde una mayor corrupción de la realidad y de aquellas mismas leyes que parecen sustentar los mundos narrados. La lengua se propone como un espacio de experimentación en el que los tics verbales, las metáforas de uso, las más remotas acepciones léxicas se transforman en furias incontrolables, incontenibles abismos de la percepción en los que precipita la “inocencia” de las figuras jerárquicamente débiles: los niños, las mujeres, los enfermos, los idiotas. Las “cosas”, degradadas por una funcionalidad perdida o negada, componen escenarios de desolación en los que los sujetos de la narrativa ocampiana se mueven con dificultad. Los cuentos de Silvina Ocampo parecen realizar, en el curso de las largas décadas de su producción, un inexorable, obstaculizado, fragmentario y fragmentado recorrido hacia el reconocimiento y la posesión de una subjetividad que no es precedente a los textos, sino que en ellos se origina.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] The writing of transgression in Silvina Ocampo's short stories
Lingua originaleItalian
EditoreECIG Edizioni
Numero di pagine161
ISBN (stampa)88-7544-005-0
Stato di pubblicazionePubblicato - 2004

Keywords

  • Scrittura fantastica
  • Silvina Ocampo
  • cuentos fantásticos
  • escritura fantástica
  • letteratura argentina
  • literatura argentina
  • racconti fantastici

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