La riutilizzazione delle riserve fosfatiche in alcuni tipi di terreni emiliani - Un terzo quinquennio di indagine (1997-2001)

Vincenzo Tabaglio, Carolina Gavazzi

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Abstract

[Ita:]Con il finanziamento della Regione Emilia-Romagna, è stato condotto uno studio di lungo termine sull’utilizzazione e l’esaurimento delle riserve fosfatiche nei terreni agrari della regione. La sperimentazione agronomica, iniziata nel 1987, è durata un quindicennio; questo rapporto riguarda il periodo 1997-2001, mentre è già comparsa una monografia riguardante i primi dieci anni di prova (Paris et al., 1997). Lo scopo dell’indagine era quello di verificare per quanti anni terreni ricchi in P Olsen (P estraibile in sodio bicarbonato, a pH 8,5) avrebbero consentito, in assenza di concimazione, rese colturali non diverse da quelle delle tesi concimate. Poiché il ritmo di attenuazione delle riserve fosfatiche nei terreni si è rivelato più lento del previsto e, alla fine del decennio iniziale, le risposte delle colture saggiate non sono risultate sufficientemente chiare, si è deciso di continuare per un altro quinquennio. La prova è proseguita soltanto in due delle tre località iniziali: a) Quarantoli di Mirandola (MO), su terreno a granulometria di medio impasto tendente all’argilloso, con pH 7,6, appartenente ai fine silty over clayey, mixed, mesic (Aquic) Udifluventic Ustochrepts (Soil Taxonomy, 1992); b) Taneto di Gattatico (RE), su terreno a granulometria argillosa tendenzialmente limosa e pH 7,5, ascrivibile ai fine, mixed, mesic Udertic Ustochrepts. Le colture utilizzate sono state mais, frumento tenero ed erba medica; in ogni campo sono state confrontate tre tesi fosfatiche, siglate P 0 (controllo), P 1 (26,2 kg ha 1 anno 1 di P ) e P 2 (52,4 kg ha 1 anno 1 di P). Il tenore in P Olsen nelle parcelle P 0 è andato man mano diminuendo sotto l’azione delle asportazioni operate dalle diverse colture. A Quarantoli, dai valori iniziali di 19,3-23,8 mg kg 1 di P si è scesi, nel quindicennio, a 6,8-7,0 mg kg 1 con un calo di 12,5-16,9 mg secondo la sequenza colturale, facendo registrare perdite medie annue comprese fra 0,83 e 1,13 mg kg 1. A Taneto si è passati da 23,2 a 7,3 mg kg 1 con una riduzione di 15,9 mg, pari ad una perdita media annua di 1,06 mg kg 1 di P. Nemmeno alla fine di questo quinquennio sperimentale si è evidenziato uno stato di conclamata carenza nella disponibilità di P nel terreno. Per quanto riguarda le rese delle varie colture nei due campi, su 74 casi complessivi, quelli in cui la tesi P 0 è risultata significativamente inferiore alle altre due sono stati otto, di cui sei attribuibili all’erba medica. Per le concentrazioni dei prodotti vegetali, su 54 casi totali, ventitre risultano significativi, dei quali sedici riguardano l’erba medica; infine, per quanto concerne le asportazioni, su 74 casi, quelli significativi sono venti, di cui sedici riferibili alla foraggera. Rispetto al primo decennio, è aumentata la frequenza di situazioni nelle quali si sono riscontrate differenze significative fra tesi controllo ed una o entrambe le tesi concimate. In particolare, per l’erba medica che si è rivelata la coltura più sensibile, le rese hanno raggiunto circa 1/4 di casi positivi, le concentrazioni quasi i 4/5 ed infine le asportazioni oltre i 2/3.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] The reuse of phosphate reserves in some types of Emilian soil - A third five-year survey (1997-2001)
Lingua originaleItalian
EditoreTecnograf
Numero di pagine74
ISBN (stampa)88-7559-000-1
Stato di pubblicazionePubblicato - 2003

Keywords

  • Olsen P
  • P Olsen
  • available soil P
  • concimazione fosfatica
  • fertilization
  • fosforo assimilabile
  • fosforo nel terreno
  • soil phosphorus

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