Impiego di un suolo ricostituito per interventi di recupero forestale in aree planiziali degradate

Chiara Cassinari, Paolo Manfredi, Fabio Meloni, Raffaella Marzano, Sara Martelletti, Michele Freppaz

Risultato della ricerca: Contributo in libroContributo a convegno

Abstract

[Ita:]La realizzazione di infrastrutture di trasporto è spesso causa di degrado e frammentazione degli ecosistemi direttamente o indirettamente interessati dalla realizzazione dell’opera, con effetti anche sulla qualità del suolo, che viene alterato nelle sue proprietà fisiche e chimiche. Gli interventi di recupero di questi siti, previsti dalla normativa nazionale e che mirano ad accelerare il processo di colonizzazione della vegetazione forestale potenziale, risultano spesso inefficaci proprio a causa della degradazione del suolo. Il corretto ripristino della componente pedologica comporta costi elevati e a volte non sostenibili, sia economicamente che eticamente. L’azienda m.c.m Ecosistemi ha brevettato una tecnologia che si basa su lavorazioni chimico-meccaniche applicate ad una miscela composta da un suolo degradato e/o una matrice minerale assimilabile e da prodotti di scarto di lavorazione industriale, per la realizzazione di un tecnosuolo definito suolo ricostituito. Tale suolo permette di evitare il prelievo di suolo fertile da altri siti e di impiegare materiale di scarto altrimenti destinato alla discarica, producendo una risorsa non rinnovabile e rispondendo al concetto di economia circolare. Al fine di valutare l’efficacia dell’impiego del suolo ricostituito in interventi di recupero ambientale mediante messa a dimora di specie forestali, è stata eseguita una sperimentazione in pieno campo. Il grado di attecchimento e i tassi di accrescimento delle piante sono stati valutati in 3 tipologie di suolo ricostituito, a differente tessitura, e in un suolo di controllo, ammendato con compost. È stata inoltre condotta una sperimentazione in ambiente controllato, dove lo sviluppo delle piantine è stato monitorato in diverse condizioni di umidità del tecnosuolo. Al termine della prima stagione vegetativa i risultati della sperimentazione in campo hanno mostrato come il suolo ricostituito rappresenti un valido substrato per l’attecchimento e per la crescita delle piantine (vitalità media >70% come nel controllo e accrescimenti medi di circa 51 cm contro i 44 cm del controllo). Anche gli esperimenti condotti in cella hanno evidenziato l’efficacia del tecnosuolo nel favorire l’accrescimento delle specie forestali, grazie alla sua capacità di trattenere e rendere disponibile la risorsa idrica. Sebbene sia necessario eseguire un monitoraggio di medio-lungo periodo per valutare nella maniera più efficace l’evoluzione delle proprietà fisico-chimiche di questo tecnosuolo e il suo effetto sulle specie forestali, i risultati preliminari ottenuti sembrano suggerire come l’impiego del suolo ricostituito possa rappresentare una valida soluzione da applicare negli interventi di ripristino ambientale in aree planiziali degradate.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Use of reconstituted soil for forest recovery interventions in degraded plain areas
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteAtti workshop SISS
Pagine1
Numero di pagine1
Stato di pubblicazionePubblicato - 2019
EventoForesta e Suolo: biodiversità, conservazione, risorse - Imola (BO)
Durata: 25 giu 201927 giu 2019

Workshop

WorkshopForesta e Suolo: biodiversità, conservazione, risorse
CittàImola (BO)
Periodo25/6/1927/6/19

Keywords

  • suolo ricostituito, recupero forestale

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