Il Giornalino di Gian Burrasca: trajectories of memory from the literary text to filmic mediations

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Abstract

[Ita:]Il celebre Giornalino di Gian Burrasca, scritto e illustrato da Vamba (alias Luigi Bertelli) per i lettori del “Giornalino della Domenica” tra il 1907 e il 1908, rimane scolpito nella memoria collettiva odierna in particolare per il ritmato ritornello della canzone di Nino Rota Viva la pappa col pomodoro dello sceneggiato televisivo diretto da Lina Wertmuller per la Rai tra il dicembre 1964 e il gennaio 1965 (Grasso, 2019; Morandini, 2019), piuttosto che per il capolavoro letterario per ragazzi. Lo sviluppo dell’industria culturale nelle sue plurime sfaccettature comprendenti i periodici per ragazzi, voce viva del loro tempo ma anche costruttori di immaginario, il cinema, vera e propria macchina dei sogni e da ultimo la televisione con il suo potere pervasivo nell’entrare nelle case degli italiani, ha consentito di delineare nuovi spazi d’indagine storiografica proprio in riferimento alle rappresentazioni della scuola, dei docenti e degli studenti suscettibili ogni volta di cambiamenti (Yanes – Cabrera et al., 2017). In questo ambito di studi si inserisce la presente ricerca che intende analizzare il processo di trasformazioni stratificate che si sono intrecciate attorno all’opera diaristica di Vamba. La storia del testo nasce infatti a puntate nel contesto giornalistico per ragazzi per approdare nel 1912 alla pubblicazione in volume e, accanto alla fortuna del testo letterario, si osserva nel tempo la dilatazione della conoscenza della storia, assicurata dalla trasposizione cinematografica del 1943 per la regia di Sergio Tofano e la sceneggiatura di Cesare Zavattini (Boero, 2008), per giungere alla più nota e popolare produzione televisiva del 1964-1965 e alla ripubblicazione contemporanea di una selezione del testo letterario sul “Corriere dei Piccoli”. Si va delineando una storia del testo dall’andamento dinamico e circolare in grado di restituire al lettore gli esiti degli apporti comunicativi via via inclusi. Il “Corriere dei Piccoli” riprende infatti fotogrammi dello sceneggiato, narra le parti del testo marcatamente ironiche e dissacranti nei confronti delle istituzioni e in ispecie verso la scuola, contribuisce a dilatare il messaggio filmico inglobandolo nel codice iconico realizzato da Giovanni Mosca. L’analisi del processo di scrittura e riscrittura del testo, nei passaggi da un codice comunicativo a un altro, permette di tratteggiare la costruzione dello spazio dell’immaginario e della memoria collettiva (Alfieri, 2019), dove le molteplici contaminazioni modificano la conoscenza del passato e consegnano di generazione in generazione una rappresentazione dinamica e suscettibile di nuove interpretazioni della scuola e delle relazioni esistenti tra alunni, docenti e direttori scolastici
Lingua originaleInglese
Titolo della pubblicazione ospiteThe School and Its Many Pasts. III. Collective Memories of School
EditorJ. Meda, R., Paciaroni L. Sani
Pagine745-755
Numero di pagine11
VolumeIII
Stato di pubblicazionePubblicato - 2024

Keywords

  • children’s magazines
  • cinema
  • film
  • memoria scolastica
  • periodici per ragazzi
  • school memory
  • television
  • televisione

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