Fame, Etica, Utopia. Icone del don Chisciotte

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Abstract

[Ita:]Figlio della cattolicissima Spagna, di Don Chisciotte si interessano intellettuali di origine ebraica come Marx, Bloch, Lévinas, cristiano ortodossi (Dostoevskij, Turgenev), riformati (Kant, Goethe), cattolici (Schlegel, Unamuno, Von Balthasar, Zambrano, Ortega y Gasset) e altri ancora (Diderot, Nietzsche, Auerbach, Borges). Con l’ideale fuori tempo della cavalleria don Chisciotte tiene viva la speranza, un sogno di giustizia nella realtà dell’ingiustizia, di aiuto a chi è nel bisogno, povero e affamato. Perso sulle nuvole e ridicolo, Don Chisciotte è pur serio perché sogna un mondo più giusto dell’esistente (Marx: l’utopia astratta). A Don Chisciotte come figura di un mondo che spera anche se in modo immediato e impaziente, si affianca la scelta di farsi cavaliere, di lottare per gli ultimi e i bisognosi, di una serietà morale (Bloch: fame e speranza) che cede tuttavia il passo a una morale seria. La fame tiene al centro il soggetto solo per contestarne la pretesa, rende sensibili a quella degli altri (Weil), insegna l’umiltà, ad accettare, a ringraziare, (Lévinas). Principio di ogni bisogno in prima persona (conatus essendi), la fame – ironica e paradossale – lo è pure del suo contrario, di una responsabilità per il mondo e per altri.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Hunger, Ethics, Utopia. Don Quixote icons
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)349-364
Numero di pagine16
RivistaRIVISTA DI FILOSOFIA NEOSCOLASTICA
Stato di pubblicazionePubblicato - 2017

Keywords

  • Hunger, Ethics, Utopia, Principle, Humility, Compassion
  • fame, etica, utopia, principio, umiltà, compassione

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