Essere-tra. Kierkegaard e il luogo dell'esistenza

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Abstract

[Ita:]La contrapposizione tra il Singolo e la Folla sottende la domanda sul luogo dell’esistenza. Se si assume la contrapposizione in sé, senza guardare al contesto di vita, ne può venire un’impressione errata. Pur contrapposto alla Folla, il Singolo non ha come sinonimi l’essere solitario e separato. Per evitare l’equivoco è decisivo riflettere sul luogo dell’esistenza. In modo paradossale, il coraggio «di essere uomini tra gli uomini» porta Kierkegaard a dire che il «vero uomo eccezionale è il vero uomo comune». La scelta del singolo non coincide perciò con la fuga. E il mondo comune degli uomini non è necessariamente un luogo di perdizione. L’alternativa aut-aut vale dunque per l’esistenza e per i luoghi. Questo legittima tanto una ricerca sulla fenomenologia dei luoghi, quanto la messa a fuoco della tensione di fondo che la sorregge, del nesso indistricabile tra luogo ed esistenza, su cui ci si concentra.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Being-between. Kierkegaard is the place of existence
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)791-804
Numero di pagine14
RivistaRIVISTA DI FILOSOFIA NEOSCOLASTICA
Stato di pubblicazionePubblicato - 2013

Keywords

  • common
  • comune
  • esistenza
  • existence
  • fenomenologia
  • individual
  • individuo
  • luogo
  • phenomenology
  • place

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