Abstract
[Ita:]Negli anni sessanta la scuola italiana di diritto canonico deve misurarsi con un evento del tutto inaspettato e di portata epocale: il Concilio ecumenico Vaticano II. Esso riafferma i principi essenziali e le irrinunciabili esigenze che la teoria della Chiesa come societas iuridice perfecta mirava a tutelare di fronte alle pretese degli Stati, ma con una impostazione notevolmente diversa da quella tradizionale. Mentre questa teoria tendeva a sottolineare la somiglianza della Chiesa con gli Stati, il Concilio, evidenziandone la natura sacramentale e misterica, ribadisce invece l’irriducibile specificità del popolo di Dio rispetto a qualunque altra società. Nel periodo postconciliare la scuola italiana è pertanto costretta a riflettere criticamente sul proprio metodo, anche a causa dell’incontro con altre scuole da essa voluto e promosso. Che cosa ne è derivato? Oggi si può certamente affermare che la scuola italiana continua a esercitare un notevole influsso su quanti insegnano la disciplina nelle pubbliche Università del nostro Paese, nel senso che molti di loro, se non tutti, sono convinti che, stante la giuridicità del diritto della Chiesa, esso debba essere investigato e insegnato con metodo giuridico nelle Facoltà di Giurisprudenza.
Titolo tradotto del contributo | [Autom. eng. transl.] Canonical experiences in the Italian University of the twentieth century |
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Lingua originale | Italian |
pagine (da-a) | 1-18 |
Numero di pagine | 18 |
Rivista | STATO, CHIESE E PLURALISMO CONFESSIONALE |
Stato di pubblicazione | Pubblicato - 2012 |
Pubblicato esternamente | Sì |
Keywords
- Diritto canonico
- Università italiana