Efficacia degli interventi formativi infermieristici nel migliorare i comportamenti di autocura in pazienti affetti da scompenso cardiaco. Risultati di una revisione sistematica e meta-analisi

Gianfranco Damiani, Gualtiero Ricciardi, Maria Luisa Rega, Caterina Galletti, Paolo Villari, Carolina Marzuillo, Corrado De Vito

Risultato della ricerca: Contributo in libroContributo a convegno

Abstract

[Ita:]INTRODUZIONE: Attualmente lo scompenso cardiaco costituisce un rilevante problema di sanità pubblica, sia per la sua frequenza e le implicazioni in termini di mortalità, morbilità e qualità della vita, sia per il carico assistenziale che comporta e, di conseguenza, i costi correlati. Lo scompenso cardiaco è una patologia della popolazione anziana, per la quale il tasso di ospedalizzazione, significativamente elevato, è pari a 1.469 ricoveri per 100.000 abitanti, circa cinque volte superiore al tasso complessivo, assorbendo circa il 2,6% di tutte le giornate di degenza erogate, sia in regime ordinario sia in day-hospital. Gli interventi educativi dopo la dimissione costituiscono uno dei sistemi più efficaci per migliorare le abilità di autocura e i comportamenti tra i pazienti con scompenso cardiaco, e, in ultima analisi migliorare la prognosi e ridurre i tassi di riammissione in ospedale. L’obiettivo di questa meta-analisi è di sintetizzare i risultati degli studi sperimentali che hanno valutato l’efficacia degli interventi di formazione guidati da infermieri sull’autogestione tra i pazienti con scompenso cardiaco in termini di miglioramento dei comportamenti di autocura MATERIALI E METODI: Sono stati inclusi studi sperimentali randomizzati controllati (RCT) che hanno valutato l’efficacia degli interventi di autogestione effettuati da infermieri con qualsiasi metodo di comunicazione o di formazione (di persona, via telefono, email, scritta, verbale, audiovisivo, elettronico), su pazienti di età pari o superiore a 18 anni con diagnosi di scompenso cardiaco. Gli studi sono stati inclusi se nell'intervento descritto i pazienti o i parenti hanno mantenuto il ruolo primario nella gestione della condizione di salute. Sono stati esclusi interventi educativi in cui gli infermieri sono stati coinvolti nella valutazione medica o nell'ottimizzazione della terapia. La ricerca bibliografica è stata condotta su Pubmed e sui principali motori di ricerca elettronici (Embase, CINHAL, Scopus e Web of Science). L'esito di interesse è stata l'efficacia degli interventi di autogestione per migliorare i comportamenti di autocura tra i pazienti, misurati con scale comportamentali appropriate. I tempi per la misurazione sono stati divisi in breve termine (3 mesi), medio termine (6-9 mesi) e lungo termine (12 mesi). Per le analisi di dati continui è stata calcolata la differenza media standardizzata (DMS), insieme con l’intervallo di confidenza al 95% (IC 95%), dal momento che lo stesso concetto di base è stato misurato utilizzando diverse scale. RISULTATI: La ricerca ha permesso di individuare 96 studi, di cui otto hanno soddisfatto i criteri di inclusione, per un totale di 1.012 partecipanti. Sei su dieci partecipanti erano maschi e l'età media cumulativa all’inizio degli studi era di 69 anni (±10,2). Tre su sette studi (per un totale di 442 soggetti) ha riportato le comorbidità più rilevanti che, in ordine di frequenza combinata, sono: ipertensione (54,1%), diabete (32,8%) e malattie polmonari (26,5%). Due studi sono stati condotti nei Paesi Bassi, uno in Svezia, uno negli USA, uno in Colombia uno a Taiwan e uno in Iran. La lunghezza massima del follow-up è stata di 12 mesi per due studi, nove mesi per altri due studi e, infine, quattro mesi e tre mesi per uno e tre studi, rispettivamente. Cinque studi che coinvolgono 484 partecipanti hanno valutato le capacità di autocura a 3 mesi (a breve termine). La differenza media standardizzata è risultata di 0,64 (IC 95% 0,19-1,10) a favore dell'intervento autocura a 6-9 mesi (periodo intermedio). In questo caso la differenza media standardizzata è stata di 0,45 (CI 95% -0.12-1.02). L'effetto a lungo termine dell'intervento formativo è stato valutato da due studi. Il più grande dei quali ha coinvolto 265 partecipanti e l'altro ha coinvolto 106 partecipanti. L’analisi combinata ha mostrato un miglioramento non statisticamente significativo del comporta
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Effectiveness of nursing training interventions in improving self-care behaviors in patients with heart failure. Results of a systematic review and meta-analysis
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteATTI del 47° Congresso Nazionale SItI - Poster
Pagine928-929
Numero di pagine2
Stato di pubblicazionePubblicato - 2014
Evento47° Congresso Nazionale SItI - Riccione
Durata: 1 ott 20144 ott 2014

Convegno

Convegno47° Congresso Nazionale SItI
CittàRiccione
Periodo1/10/144/10/14

Keywords

  • interventi formativi infermieristici
  • scompenso cardiaco

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