Dona eis. Sacro e religiosità nel primo ottocento italiano

Claudio Bernardi

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Abstract

[Ita:]Dopo il Congresso di Vienna del 1815 la volontà di restaurare il sacro dell'antico regime si scontra con l'impossibilità di cancellare i principii e le norme della rivoluzione francese, tra cui la libertà religiosa e l'obbligo di seppellire i morti fuori dall'abitato. In Italia crolla il monopolio religioso della Chiesa cattolica e si diffondono nuove fedi e concezioni del sacro. Le due nuove religioni della patria e dell'arte danno origine ai più importanti culti pubblici, ben visibili nelle metamorfosi delle onoranze funebri, dei luoghi di sepoltura, e nella celebrazione memoriale dei personaggi illustri scomparsi. Conseguenza dell'arte come religione è il costituirsi di liturgie ibride che mescolano le funzioni della chiesa, del monumento, del museo e della sala da concerto, per cui nei teatri si eseguono opere sacre, come la Messa da Requiem di Verdi, e nelle funzioni religiose si eseguono musiche fortemente impregnate di teatralità operistica. Patria, natura, arte, fede, intimi affetti portano nell'Ottocento al trionfo del sacro come sentimento.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Donate eis. Sacred and religiosity in the early nineteenth century Italian
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteMessa in Requiem
EditorLivio Aragona, Federico Fornoni
Pagine13-34
Numero di pagine22
Stato di pubblicazionePubblicato - 2017

Keywords

  • Liturgia cattolica, devozione cattolica, religiosità popolare, culto dei morti

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