Deglobalizzazione o slowbalisation?

Marco Angelo Lossani*, F. Scinetti, N. Scutifero

*Autore corrispondente per questo lavoro

Risultato della ricerca: Altra tipologiaOther contribution

Abstract

[Ita:]La crisi finanziaria globale del 2008, i recenti shock legati alla pandemia e alla guerra in Ucraina hanno rappresentato un forte ostacolo al processo di globalizzazione, facendo sì che nel dibattito pubblico si iniziasse a parlare di deglobalizzazione. L’analisi di alcune statistiche – in particolare il commercio di beni e servizi, i flussi di Investimenti Diretti Esteri e lo stock di attività/passività finanziarie estere – mostra che la realtà è più complessa di quel che sembra: più che verso l’inizio della deglobalizzazione, il mondo sembra avviato a una condizione di slowbalisation. Tuttavia, queste statistiche non sono in grado di catturare le fragilità dovute all’iperglobalizzazione: il conflitto tra Russia e Ucraina è solo l’ultimo esempio di perturbazioni che hanno creato forti disagi lungo le Global Value Chains evidenziandone la scarsa resilienza di fronte agli shock. Di qui la necessità di soluzioni alternative, finalizzate a rilocalizzare la produzione in aree geografiche limitrofe (nearshoring), in Paesi politicamente “vicini” (friendshoring) o entro i confini nazionali (backshoring). Resta però da capire se si tratti di soluzioni praticabili alla luce della transizione ecologica in atto.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Deglobalizzazione o slowbalisation?
Lingua originaleItalian
Stato di pubblicazionePubblicato - 2023

Keywords

  • Backshoring
  • Globalization
  • Globalizzazione
  • Interdipendenza
  • Slowbalization

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