Decision-making e safety assessment in famiglie italiane ed immigrate segnalate ai Servizi Tutela Minori

Serena Grumi

Risultato della ricerca: Contributo in libroContributo a convegno

Abstract

[Ita:]Recentemente un crescente numero di studi ha cercato di approfondire il processo decisionale degli operatori dei Servizi Tutela Minori rispetto alla valutazione del livello di sicurezza dei minori segnalati e al loro conseguente allontanamento dal nucleo famigliare. Meno esplorati sono invece i fattori associati a tale processo decisionale per le famiglie che hanno attraversato un viaggio migratorio. Il presente studio si pone l’obiettivo di comprendere quali specifici fattori di rischio e fattori di protezione predicono il collocamento del minore, considerando sia famiglie italiane che immigrate. Metodo. Sulla base del Protocollo sui Fattori di Rischio e Fattori Protettivi (Di Blasio, 2005), sono state analizzate in modo retrospettivo 163 cartelle psicosociali relative a famiglie italiane e 177 cartelle di famiglie immigrate segnalate a Servizi di Tutela Minori Territoriali. Al fine di individuare tra i 36 fattori rilevati quelli maggiormente predittivi della decisione adottata dai servizi in merito al collocamento dei minori, sono stati calcolati due alberi decisionali (CHAID algorithm), uno per i nuclei italiani e uno per quelli immigrati. I fattori emersi come predittivi negli alberi decisionali sono stati successivamente testati mediante due modelli di regressione logistica. Risultati. Nel gruppo delle famiglie italiane, il fattore di rischio distale carenza di relazioni interpersonali, il fattore di rischio prossimale impulsività e i fattori prossimali di protezione autonomia personale e desiderio di migliorarsi emergono come fattori discriminanti tra i nuclei per i quali è stato adottato un provvedimento di allontanamento del minore e quelli in cui sono state adottate misure alternative di sostegno e/o monitoraggio. Tra le famiglie straniere invece sono emersi come discriminanti i fattori di rischio distali scarse conoscenze e disinteresse per lo sviluppo del bambino, giovane età della madre, il fattore di rischio prossimale impulsività e il fattore prossimale di protezione buon livello di autostima. Tali fattori significativi sono stati selezionati per costruire due modelli testati tramite regressione logistica (Italiani: χ2= 61.67; p<.001; R2 Nagelkerke=.43; Immigrati: χ2= 58.48; p<.001 R2 Nagelkerke=.39). Conclusioni. Dai risultati emergono due diversi pattern di fattori per le famiglie italiane e le famiglie straniere che paiono guidare il safety assessment e la conseguente raccomandazione di collocamento del minore. I fattori analizzati, ad eccezione del fattore di rischio impulsività, vengono probabilmente percepiti con un diverso “peso” da parte dei professionisti della Tutela Minori nel processo di valutazione di famiglie con diverso background socio-culturale. Tuttavia fattori di rischio (es. povertà cronica e scarsa integrazione sociale) che in letteratura emergono come caratterizzanti una situazione di svantaggio e vulnerabilità delle famiglie immigrate non sono predittori dell’intervento di allontanamento del minore.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Decision-making and safety assessment in Italian and immigrant families reported to the Minor Protection Services
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteAssociazione Italiana di Psicologia, Sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione, XXX Congresso Nazionale, Atti
Pagine165-166
Numero di pagine2
Stato di pubblicazionePubblicato - 2017
EventoXXX Congresso Nazionale della Sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione - Messina
Durata: 14 set 201716 set 2017

Convegno

ConvegnoXXX Congresso Nazionale della Sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione
CittàMessina
Periodo14/9/1716/9/17

Keywords

  • child maltreatment
  • child placement
  • decision making
  • safety assessment

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