Abstract

[Ita:]Il giudizio su Costantino offerto dai pensatori russi tra Otto e Novecento presenta una possibilità di uscire dalla consueta contrapposizione tra la purezza tradizionale (ma disincarnata) delle origini e la riduzione del cristianesimo al puro strumento di un potere esclusivamente terreno. A questo scopo, il giudizio (morale) non viene più posto come un problema di coerenza interna rispetto a dei principi precostituiti, ma come il problema del rapporto con una figura di Cristo irriducibile a una serie di valori e di idee (morali o teologiche). Solov’ëv esemplifica questo nuovo approccio attraverso il confronto tra il bizantinismo e la figura di Pietro il Grande: se il primo rappresenta un caso tipico di riduzione della fede a una serie di idee astratte (che non offre alcuna possibilità di superare la contrapposizione astratta tra una purezza disincarnata e la corruzione del potere), la vicenda dello zar (pur nel suo tragico fallimento) suggerisce l’idea di una moralità come riconoscimento/ricerca di un potere superiore a quello terreno.
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] Constantine in Russian philosophical and theological thought of the nineteenth and twentieth centuries
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteCostantino a Milano. L’editto e la sua storia (313-2013)
EditorR Macchioro
Pagine347-356
Numero di pagine10
Volume2017
Stato di pubblicazionePubblicato - 2017

Keywords

  • Costantino
  • Russia

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