Città e contado:l'amministrazione tra Sei e Settecento

Ivana Pederzani

Risultato della ricerca: Contributo in libroChapter

Abstract

[Ita:]Nel comasco erano presenti tra Sei e Settecento le tradizionali forme di auto-organizzazione cetuale di matrice oligarchica nelle quali trovava largo spazio l’ autonomia di governo del patriziato cittadino. Arroccata gelosamente nella difesa dei propri privilegi di ceto, la città di Como mantenne infatti nell’antico regime, insieme al primato del Consiglio generale dei decurioni, un predominio che neppure le conquiste del territorio nei secoli riuscirono del tutto a scalfire. Il contado lacustre e le oligarchie delle Terre del lago, separatesi a loro tempo dal centro urbano soprattutto per motivi fiscali, riuscivano a tutelare i propri interessi mediante organismi rurali profondamente radicati negli antichi assetti di potere, quale l’ assemblea generale di sindaci del contado con sede a Gravedona (ad eccezion del sindaco della terra separata della Val d’Intelvi). Il primato cittadino si faceva sentire, invece, soprattutto sul cosiddetto «territorio civile» ( le quattro pievi di Fino, Uggiate, Zesio Inferiore e Superiore) mediante l’utilizzo dei bilanci provinciali in funzione degli interessi urbani
Titolo tradotto del contributo[Autom. eng. transl.] City and countryside: administration between the 17th and 18th centuries
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteComo e la sua storia
Pagine153-156
Numero di pagine4
Stato di pubblicazionePubblicato - 1993

Keywords

  • History of institutions
  • storia istituzionale

Fingerprint Entra nei temi di ricerca di 'Città e contado:l'amministrazione tra Sei e Settecento'. Insieme formano una fingerprint unica.

Cita questo