Abstract
[Ita:]Tradizionalmente, si ritiene che per lo sviluppo di un gruppo di
auto/mutuo aiuto sia necessario riunire alcune persone con il medesimo
problema da affrontare, problema che costituisce il «collante»
del gruppo: una comunanza considerata essenziale per la vita del
gruppo stesso, ma che rende difficile promuovere gruppi rivolti a
difficoltà specifiche poco diffuse, o in zone scarsamente popolate.
Il progetto pilota documentato in questa ricerca ha voluto provare
un nuovo tipo di gruppo, nel quale i partecipanti non presentano
uno stesso problema: ciascuno ha un tipo di difficoltà diverso da
quello degli altri. La comunanza tra loro consiste nell’intento, e
nella speranza, del recovery. Sono stati avviati tre gruppi e il loro
sviluppo è stato monitorato per circa un anno. Due gruppi si sono
riassestati su un formato «standard». Uno, invece, ha mantenuto
nel tempo la caratteristica di gruppo misto, sviluppando comunque
al suo interno le dinamiche tipiche dell’auto/mutuo aiuto. Ciò
costituisce una prima indicazione che gruppi aspecifici di questo
genere possono funzionare. Essi potrebbero costituire una modalità
operativa di straordinario valore per lo sviluppo di un welfare di
comunità: è un metodo realizzabile quasi ovunque, a basso costo
economico, ed entra facilmente in sinergia con eventuali altri
progetti di sostegno e con i servizi istituzionali.
| Titolo tradotto del contributo | [Autom. eng. transl.] Is self / mutual help possible between people with different problems? A small experimentation of corporate welfare |
|---|---|
| Lingua originale | Italian |
| pagine (da-a) | 35-59 |
| Numero di pagine | 25 |
| Rivista | LAVORO SOCIALE |
| Volume | Vol. 18 |
| DOI | |
| Stato di pubblicazione | Pubblicato - 2018 |
Keywords
- Gruppi con problemi misti
- Gruppi di auto/mutuo aiuto
- Reciprocità
- Welfare societario